La decisione di impugnare il testamento è una scelta piuttosto complessa, da ponderare con attenzione l’ausilio di un esperto legale.
Ma entro quanto tempo impugnare il testamento? Per quali motivi? E in che modo?
Entro quanto impugnare il testamento
Iniziamo subito con il rammentare quali sono i termini per fare causa. I termini variano a seconda della natura del vizio che si intende sollevare:
- 10 anni dall’apertura della successione per contestare la lesione delle quote di legittima;
- 5 anni dall’apertura della successione per testamento falso o per contestare il testamento per incapacità;
- non ci sono termini per impugnare un testamento nullo a causa di vizi di forma.
Perchè si impugna il testamento?
Il testamento è impugnabile per una serie di vizi che possono determinarne la sua inefficacia totale o parziale, e pertanto la conseguente regolazione della successione mediante norme di legge.
Sinteticamente, possiamo di seguito riassumere come sia possibile impugnare un testamento per le seguenti ipotesi:
- difetti di capacità del testatore. È il caso in cui il testatore sia affetto da una grave malattia che ne abbia limitato la capacità di intendere e di volere, e che abbia comunque realizzato un testamento;
- vizio di forma del testamento. È l’ipotesi di un testamento non scritto di pugno dal testatore, bensì da un’altra persona.
Ancora, potrebbe trattarsi di un testamento scritto con un mezzo meccanico, o ulteriormente privo di data o di firma;
vizi di sostanza. Infine, si può procedere con l’impugnare il testamento nel caso in cui il documento sia in grado di violare le quote di legittima o sia il frutto di un dolo o di una coartazione.
La conciliazione
Ogni motivo per impugnare il testamento dovrà essere attentamente valutato da colui che propone l’azione insieme a un esperto legale.
Tuttavia, al di là della motivazione che spinge il soggetto interessato a impugnare il testamento, diventa fondamentale premettere un fattore comune: prima di notificare la citazione in tribunale, infatti, è obbligatorio tentare la conciliazione dinanzi a uno degli organismi di mediazione del luogo in cui si trova il tribunale competente per territorio.
In questa sede dovranno essere presenti entrambe le parti, con i rispettivi legali. Nel caso in cui l’attore non si presenti, la causa verrà dichiarata improcedibile. Se invece non si dovesse presentare il convenuto, questi può poi essere condannato alle spese processuali, e anche nell’ipotesi in cui dovesse vincere il giudizio.
Per poterne sapere di più consigliamo tutti gli interessati a parlarne con un avvocato specializzato in discipline successorie e testamentarie.