Spesso si parla di esclusione dall’eredità riferendosi alla possibilità di estromettere dalla successione alcuni parenti. Ma è davvero possibile escludere dall’eredità qualche potenziale erede?
Esclusione dall’eredità: non per tutti
In realtà, quando si tratta il delicato tema dell’esclusione dall’eredità, bisogna subito premettere una nozione di base. Pur esistendo una potenziale clausola di diseredazione, la stessa non può riguardare i parenti più prossimi, quelli legittimari, tra cui i figli, così come il coniuge e gli ascendenti, che hanno sempre e comunque il diritto di beneficiare della quota a essi riservata dalla legge.
Chi può essere diseredato
Ma se coniuge, figli e ascendenti non possono essere diseredati, chi sono gli unici eredi legittimi che possono essere esclusi dall’eredità?
La risposta è presto detta: possono essere diseredati legittimamente i fratelli, i loro discendenti (cioè, i nipoti del testatore) e gli altri parenti che non ricadono nelle categorie di cui sopra.
Per poter raggiungere l’obiettivo di diseredare costoro, sarà semplicemente sufficiente scrivere nel testamento che questi soggetti sono – appunto – esclusi dalla successione. Non esistono formule specifiche: è sufficiente che l’intenzione del testatore appaia chiara e inequivocabile. Non sono invece valide, per le motivazioni che ospra abbiamo già espresso, simili frasi rivolte nei confronti di coniuge, figli e ascendenti.
L’indegnità
Vi sono tuttavia alcuni casi specifici dinanzi ai quali, per la loro gravità, è sempre consentito diseredare anche il coniuge, i figli o gli ascendenti.
Si tratta però – come appena affermato – di situazioni fortunatamente rare, a fronte delle quali dovrà esser presente una sentenza di un giudice che accerti una delle seguenti ipotesi:
- l’erede ha ucciso o tentato di uccidere la persona della cui eredità si tratta;
- l’erede ha favorito il suicidio della persona se questa era minorenne o inferma di mente o incapace per abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti,
- o l’erede ha indotto la persona, con dolo o violenza, a fare un testamento in suo favore. Oppure ha alterato il testamento già esistente, o ne ha compilato uno di suo pugno, falso.
Attenzione, però: l’indegno può essere escluso dall’eredità, ma può anche essere riabilitato dalla persona della cui eredità si tratta. Questa sorta di “perdono” dovrà tuttavia avvenire dinanzi al notaio o nello stesso testamento, in modo chiaro.
Per poterne sapere di più, e per poter disporre di maggiori chiarimenti, consigliamo tutti coloro i quali fossero interessati di contattare un esperto legale, che possa pianificare per il testatore il da farsi, nel rispetto degli interessi di disposizione patrimoniale dello stesso.