
Introdotto dalla legge n. 219 del 2 dicembre 2017, il testamento biologico, o DAT (disposizioni anticipate di trattamento), costituisce un importante documento per poter disporre di sé stessi nei momenti in cui ci si dovesse trovare in condizioni di incapacità.
Attraverso il testamento biologico si possono in altri termini fornire indicazioni sui trattamenti sanitari che si desidera ricevere o rifiutare, nel momento in cui non si può più disporre delle necessarie capacità decisionali.
Cos’è il testamento biologico
In tal senso, pertanto, il testamento biologico è un insieme di disposizioni e di indicazioni che la persona può esprimere in merito all’accettazione o al rifiuto di determinati trattamenti quali:
- accertamenti diagnostici;
- scelte terapeutiche;
- singoli trattamenti sanitari.
Lo scopo delle disposizioni è evidentemente quello di manifestare la propria volontà (quindi un testamento) anche nell’eventuale ipotesi di futura incapacità ad autodeterminarsi.
Chi può farlo
Può realizzare un testamento biologico chiunque sia:
- maggiorenne,
- capace di intendere e di volere.
In che forma lasciare le proprie disposizioni
Le proprie disposizioni si possono manifestare in diverso modo. Per esempio, il testamento biologico è valido se reso con:
- atto pubblico notarile,
- scrittura privata autenticata dal notaio,
- scrittura privata semplice consegnata all’Ufficio dello Stato Civile del Comune ove il disponente risiede.
Le particolarità del testamento biologico
Trattandosi di una sostanziale “novità” nel nostro ordinamento, ci sono alcune particolarità che è bene tenere a mente. Tra le principali:
- l’atto non sconta nessun tipo di imposta, tassa o diritto, ed è dunque completamente gratuito;
- se il paziente non è in grado di firmare si può stipulare comunque l’atto in presenza di due testimoni. Si può anche manifestare la disposizione anche mediante altri mezzi, come la videoregistrazione;
- la legge prevede che la persona che lascia le disposizioni si premunisca di adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte;
- il testamento biologico è revocabile e modificando in qualsiasi momento utilizzando la stessa forma con cui sono state rilasciate le disposizioni. Qualora non sia possibile procedere con la stessa forma, per motivi di urgenza o impossibilità, si può procedere con altra forma;
- la legge consente che nelle disposizioni vi sia l’indicazione di un fiduciario che sostituisca il disponente divenuto incapace nei rapporti con il medico e la struttura sanitaria.
Trattandosi di un tema di grande complessità, oltre alla necessità di condividere le conseguenze delle proprie scelte con un medico, il nostro consiglio è quello di ricorrere alla consulenza di un esperto legale in materia, per l’individuazione delle migliori scelte e delle migliori formule per le disposizioni anticipate di trattamento.