L’eredità figli è la quota di patrimonio del de cuius che finisce nelle mani della prole. Nel caso in cui il defunto muoia senza lasciare alcun testamento, la successione legittima prevede in maniera specifica quali siano le attribuzioni nei confronti delle persone successibili.
Cerchiamo di comprendere che cosa accade per l’eredità figli.
Eredità figli, come si calcola la quota
Nella successione legittima, la quota di eredità figli dipende essenzialmente:
- dal numero di figli presenti;
- dalla presenza o meno del coniuge del de cuius.
In particolare, e riassumendo i casi principali:
- se non c’è il coniuge e c’è un solo figlio, al figlio spetta l’intera eredità;
- se non c’è il coniuge e ci sono più figli, l’intera eredità spetta ai figli, da ripartirsi in parti uguali;
- nel caso in cui il defunto lascia un coniuge e un solo figlio, al coniuge spetta metà dell’eredità, e l’altra metà spetta al figlio;
- nel caso in cui il defunto lascia un coniuge e più figli, al coniuge spetta un terzo dell’eredità, mentre i restanti due terzi vengono divisi in modo equo tra i figli.
Nessuna distinzione tra figli legittimi, naturale, legittimati, adottati
In questo proposito, ricordiamo come la legge abbia abolito qualsiasi differenza tra figli legittimi, naturale, legittimati, adottati.
Contrariamente a un tempo, dunque, non vi è alcuna separazione di trattamento tra:
- figli legittimi, cioè nati in costanza di matrimonio;
- figli naturali, cioè nati al di fuori del matrimonio.
Il legislatore ha però inteso abolire ogni distinzione tra figli nati in matrimonio e non. Dapprima, con la l. 10 dicembre 2012, n. 219, il legislatore ha introdotto il principio della piena uguaglianza fra i figli legittimi e i figli naturali. Ai figli legittimi erano invece già equiparati i figli adottati e quelli legittimati, cioè nati fuori dal matrimonio da persone poi unitesi in patrimonio. La l. 219/2012 aveva poi abrogato lo strumento della legittimazione dei figli naturali.
Successivamente, con l’entrata in vigore del d.lgs. 145/2013, in materia di filiazione, sono state apportate alcune modifiche al Codice civile, venendo definitivamente meno ogni genere di distinzione tra:
- figlio legittimo;
- figlio legittimato;
- figlio naturale.
A margine di quanto sopra, la legge parla semplicemente di “figlio”.
Per poterne sapere di più, il nostro suggerimento è evidentemente quello di parlarne con un legale. Un avvocato esperto in materie succesosrie sarà certamente in grado di fornire la migliore consulenza per poter tutelare i propri interessi in questo delicato settore.