Il testamento olografo è certamente la forma più semplice di testamento. Redatto in autonomia dal testatore, può essere scritto su un foglio di qualsiasi tipo, accompagnato dalla sola data e dalla firma. Ma come è strutturato un esempio testamento olografo.
Esempio testamento olografo: una prima versione
Come abbiamo già anticipato qualche riga fa, quando si parla di testamento olografo, si parla in realtà della forma più semplice di testamento. Non ci sono infatti delle regole precise da seguire, ma solamente l’accortezza di rispettare i tre requisiti di validità legale del documento, quale:
- scrittura integrale a mano;
- data;
- sottoscrizione alla fine delle disposizioni.
Detto ciò, ne deriva che un esempio testamento olografo potrebbe essere semplicemente strutturato in questo modo:
Io sottoscritto (nome cognome), nato a (luogo di nascita), il (data di nascita), lascio (indicazione dei beni oggetto di disposizione) a (indicazione dell’erede). [data] [firma]
Attraverso queste due semplici righe, il testatore ha istituto una eredità per i beni indicati nella disposizione testamentaria. Ne deriva che l’erede, al momento dell’apertura della successione, subentra nella posizione per quei beni individuati.
Disposizioni testamentarie e lascito
Può anche accadere che il testatore voglia lasciare i suoi beni a un’associazione socio-sanitaria, che magari lo ha assistito nei momenti più difficili della propria vita, accompagnandolo alla sua ultima parte con la giusta dignità.
Io sottoscritto (nome cognome), nato a (luogo di nascita), il (data di nascita), lascio tutti i miei beni alla (nome della fondazione / associazione beneficiaria) per (scopo della disposizione). [data] [firma]
Con queste poche righe il testatore ha nominato erede di tutti i propri beni una fondazione / associazione, affinché possa utilizzare il patrimonio per una destinazione particolare (ad esempio, per la ricerca sulle malattie, per l’acquisto di apparecchiature, e così via. L’erede sarà in questo caso tenuto a rispettare l’onere, perché non può destinare il patrimonio ricevuto dal testatore per scopi differenti da quelli che sono indicati nel testamento.
Naturalmente, in questo caso bisognerà altresì fare i conti con il rispetto delle quote di legittima. Non tutto il patrimonio del testatore potrà infatti essere liberamente disposto, perché una sua parte dovrà essere destinato – per legge – ai parenti più prossimi (principalmente, il coniuge e i figli).
Quel che avanza dopo aver soddisfatto le quote di legittima potrà essere liberamente utilizzato per poter soddisfare le indicazioni del testatore. E, in questo caso, soddisfare il suo desiderio di attribuire i propri beni alla fondazione / associazione per scopi no profit.