Quando ci sono più eredi che concorrono alla divisione di un patrimonio ereditario, c’è sempre il rischio che uno di questi abbia dei debiti. La sua presenza espone gli altri eredi al rischio che i creditori possano pignorare la quota dell’insolvente, finendo con il coinvolgere un patrimonio in comune (si pensi alla quota di una casa). Ma come evitare pignoramento?
Eredità pignoramento, quando è possibile?
Iniziamo con il rammentare che nei confronti di coloro che hanno accettato l’eredità, i creditori possono avviare una procedura di pignoramento. Possono dunque aggredire sia i beni personali dell’erede, che i beni dell’eredità.
Pertanto, se nell’eredità c’è una casa, i creditori possono procedere a pignorarla. E non importa se l’immobile non è ancora stato diviso tra i vari eredi: ciascuno di essi è comunque responsabile dei debiti lasciati dal defunto, sulla base delle rispettive quote.
Ebbene, c’è una cosa che occorre sapere: il primo modo per poter evitare pignoramento è quello di prendere del tempo, evitando di accettare l’eredità.
Rammentiamo infatti che il creditore prima di avviare il pignoramento deve dimostrare che il debitore abbia accettato l’eredità. E non solo: l’atto di accettazione deve essere trascritto, dando così seguito al trasferimento di proprietà del patrimonio.
Prima dell’accettazione dell’eredità non è invece possibile avviare delle azioni esecutive contro l’erede o, meglio, contro colui che è chiamato all’eredità. Per accettare l’eredità si ha un po’ di tempo: 10 anni, o 40 giorni dal compimento dell’inventario se si è già in possesso del defunto.
Altre strade per evitare il pignoramento
Sono comunque ben più numerose e accurate le strategie adottabili per poter evitare pignoramento, che consigliamo a tutti gli interessati di approfondire con un proprio legale di fiducia.
Per esempio, è possibile evitare il pignoramento dell’eredità in due passaggi distinti:
- rinunciando all’eredità e, dunque, ponendosi al riparo dalle possibili azioni del creditore sul patrimonio ereditato;
- revocando la rinuncia all’eredità, effettuabile entro 10 anni dall’apertura della successione, generalmente coincidente con il giorno del decesso.
Ancora, se i rapporti tra gli eredi sono positivi e non ci sono contestazioni, si può anche procedere con un’altra strada, anch’essa snodata in due passaggi:
- l’erede debitore rinuncia all’eredità, ponendosi al riparo dalle azioni del creditore;
- la sua quota di proprietà dei beni viene divisa tra gli altri coeredi che però si accordano per cederne comune il godimento.
Attenzione, però: non tutte queste procedure possono essere strutturate in modo legittimo e, in ogni caso, c’è la possibilità che il creditore possa reagire con azioni revocatorie e altri strumenti riconosciuti dalla legge.
Consigliamo pertanto la richiesta di una consulenza specifica e personalizzata, con un legale che possa valutare caso per caso.