Quando si parla di testamento ancora in vita ci si riferisce, evidentemente, alla possibilità di redigere un testamento per poter decidere – quando si è ancora nelle condizioni per farlo – come e a favore di chi sarà destinato il proprio patrimonio.
Si tratta di un atto personale, che la legge, all’art. 591 del codice civile, riconosce in favore di tutti coloro i quali non sono incapaci. Ma chi sono, allora, i soggetti che possono fare testamento ancora in vita?
La capacità di fare testamento ancora in vita
Andando con ordine, ricordiamo come la capacità di fare testamento, ovvero l’idoneità di una persona a regolare i propri interessi dopo il proprio decesso, presuppone una valutazione libera e cosciente.
Proprio per questo motivo tutti possono fare testamento tranne:
- i minorenni: coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età;
- gli interdetti: coloro i quali si trovano in uno stato abituale di infermità mentale, e sono stati destinatari di una sentenza di interdizione;
- gli incapaci di intendere e di volere, al momento della redazione del testamento. Si tratta di una condizione di incapacità naturale, permanente o transitoria, il cui possesso al momento della predisposizione e del testamento dovrà essere evidentemente dimostrato.
In queste ipotesi di incapacità, il testamento può essere impugnato da chiunque ne abbia interesse. Si tenga comunque conto che il testamento rimane efficace fino a quando non viene pronunciato l’annullamento.
Cosa si può disporre con il testamento
Il testamento non ha uno schema “tipico” da seguire. Ne deriva che il testatore può ben inserire all’interno di tale documento le disposizioni che ritiene possano essere maggiormente utili per poter disciplinare la destinazione del proprio patrimonio (e non solo) dopo il proprio decesso.
Ricordiamo, anche in tale frangente, che in ogni caso le disposizioni del testatore in tale documento dovranno essere compatibili con il rispetto delle quote di legittima, ovvero delle parti del patrimonio che la legge attribuisce ad alcuni eredi (sostanzialmente, i parenti più stretti, come il coniuge e i figli).
Del patrimonio che eccede le quote di legittima (la parte “disponibile”), il testatore potrà invece liberamente disporre.
A titolo di esempio, potrà:
- indicare come erede di tutto il patrimonio disponibile un unico soggetto,
- attribuire il patrimonio disponibile a uno o più soggetti che rientrano già tra gli eredi legittimi,
- destinare a enti caritatevoli la quota che eccede la legittima.
Per poter comprendere come formulare più chiaramente le proprie volontà testamentarie, evitando il rischio di contestazioni, consigliamo tutti coloro i quali fossero interessati a parlarne con un legale esperto in materia.